Grotte di Castellana
Le Grotte

Le Grotte di Castellana si aprono nelle Murge sud-orientali, un altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore (novanta – cento milioni di anni fa) per il lento depositarsi, al fondo di bacini marini, di colonie di piccoli organismi.
Per milioni di anni generazioni e generazioni di queste forme di vita – molluschi e vegetali marini – si succedettero le une alle altre e, morendo, i loro gusci svuotati e le loro carcasse si accumularono sul fondo del mare, formando un gigantesco deposito di fango e di sabbia,
che con un continuo accrescimento si compresse, fino a formare strati calcarei per uno spessore complessivo di diversi chilometri.
A partire da sessantacinque milioni di anni fa, il progressivo innalzamento delle terre porto la regione al suo aspetto attuale e nella massa calcarea emersa si formarono, a seguito di sollecitazioni tettoniche, estese fratture nelle quali l’acqua piovana, infiltratasi nel sottosuolo, diede vita a veri e propri corsi d’acqua sotterranei. Le cavità, abbandonate dalle acque, divennero fossili.
In seguito si verificarono estesi crolli
ed ampi lucernari nelle volte illuminarono il buio: è il caso della Grave delle Grotte di Castellana, smisurato Pantheon naturale, sorretto da un pilastro di luce solare. Grandioso spettacolo, sempre diverso a seconda del periodo dell’anno e dell’ora del giorno.
Terminata questa fase distruttiva, le cavità si avviarono ad una fase costruttiva. Le grotte cominciarono a vestirsi di concrezioni di calcite. Si formarono stalattiti, depositi pendenti dal soffitto, stalagmiti sul suolo, colonne, cortine, panneggi, pannocchie ed altre forme stravaganti. Quello della formazione delle concrezioni è processo lungo e delicato. L’accrescimento varia da decimi di millimetro ad un paio di centimetri all’anno, a seconda delle condizioni fisiche dell’ambiente.
Info utili

La visita della Grotte di Castellana – aperte tutto l’anno – si effettua con l’ausilio di guide turistiche.
Il percorso si sviluppa ad una profondità media di 70 metri secondo due itinerari: il primo della lunghezza di un chilometro e della durata di 50 minuti, l’altro della lunghezza di 3 chilometri e della durata di quasi due ore.
La temperatura degli ambienti sotterranei, costante tutto l’anno, è di circa 18°C mentre il tasso di umidità è superiore al 90%
.
La Grave, prima e più vasta caverna del sistema sotterraneo, è l’unico ambiente naturalmente collegato con l’esterno: 100 metri di lunghezza, per 50 di larghezza, per 60 di profondità. Dal lucernario appare un ritaglio di azzurro incorniciato da una corona di lecci: è il limpido cielo di Puglia.
Il tratto di grotte accessibile al pubblico è costituito da ambienti molto vari per forma e dimensione. Stalattiti, stalagmiti, cortine, colonne, preziosi cristalli occhieggiano ovunque.
I nomi degli ambienti attraversati sono frutto della fantasia dei primi esploratori
: la Lupa, i Monumenti, la Civetta, la Madonnina, l’Altare, il Precipizio, il Corridoio del deserto, la Colonna rovesciata, il Corridoio rosso, la Cupola,
Infine, l’ultima e più bella caverna del sistema sotterraneo, la Grotta Bianca, definita per la ricchezza ed il biancore dell’alabastro, la più splendente del mondo. ma oltre al percorso turistico, interessanti diramazioni laterali – il Ramo nord-occidentale, l’Angolo incantato, il Piccolo paradiso e le Voragini interne – sono meta di esplorazioni e ricerche speleologiche.
Qui è ancora possibile provare l’emozione dell’incontro con la natura più incontaminata, che nel buio e nel silenzio non smette di ordire le proprie trame fantastiche.
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In collaborazione con: www.grottedicastellana.it
